Una metodologia comune per una ricerca più solida
Alla base di gran parte della ricerca scientifica NEST c’è G.R.I.D.O., il protocollo con cui il team raccoglie in modo sistematico e longitudinale i dati clinici, di imaging e funzionali dei pazienti seguiti nei centri partner. Un’infrastruttura metodologica pensata per rendere gli studi NEST riproducibili, confrontabili nel tempo e solidi dal punto di vista statistico.
Il nome G.R.I.D.O. descrive l’approccio: una raccolta strutturata e continuativa di osservazioni cliniche, organizzata secondo criteri predefiniti, che permette di seguire l’evoluzione delle patologie neuro-oftalmologiche su orizzonti temporali lunghi, spesso difficili da ottenere con studi isolati.
Come funziona il protocollo
Ogni paziente arruolato viene seguito con protocolli diagnostici standardizzati — imaging OCT strutturale e funzionale, campimetria, valutazioni cliniche periodiche — raccolti in un formato omogeneo che consente di aggregare i dati tra centri diversi e tra studi diversi nel tempo. Questa uniformità metodologica è ciò che permette al team di ricerca di rispondere a domande cliniche complesse con una base di evidenza più ampia rispetto a studi condotti in un singolo centro.
Il protocollo G.R.I.D.O. è oggi alla base di diverse linee di ricerca NEST, dalle neuropatie ottiche ischemiche al papilledema, dalle patologie retiniche ereditarie al glaucoma, e continua a espandersi man mano che nuovi centri e nuovi ricercatori entrano a far parte della rete.
Un investimento a lungo termine
Costruire e mantenere un protocollo di raccolta dati longitudinale richiede tempo, disciplina e coordinamento, ma è un investimento che ripaga: i dati raccolti secondo G.R.I.D.O. rappresentano oggi una delle risorse più preziose per la ricerca NEST e la base su cui si fondano gran parte delle pubblicazioni e delle collaborazioni scientifiche di NEST.





