Un biomarcatore non invasivo per la prevenzione della cecità
Un nuovo studio prospettico coordinato da NEST ha identificato parametri OCT quantitativi in grado di predire il rischio di deterioramento visivo nei pazienti con papilledema cronico secondario a ipertensione intracranica idiopatica. I risultati, appena pubblicati sul Journal of Neuro-Ophthalmology, potrebbero trasformare la pratica clinica di monitoraggio e prevenzione della cecità in questa condizione.
Il papilledema, ovvero il gonfiore della papilla ottica causato dall'aumento della pressione intracranica, rappresenta una delle sfide diagnostiche più delicate della neuro-oftalmologia: la sua evoluzione è spesso imprevedibile, e un sottogruppo di pazienti sviluppa un danno visivo permanente nonostante il trattamento medico. Lo studio NEST ha analizzato prospetticamente oltre 120 pazienti con papilledema cronico, misurando lo spessore dello strato delle fibre nervose retiniche e il volume della testa del nervo ottico tramite OCT strutturale ad alta risoluzione.
I ricercatori hanno identificato una combinazione di parametri OCT — il tasso di variazione dello spessore peripapillare e l'indice di asimmetria interoculare — che si è dimostrata predittiva del rischio di deterioramento del campo visivo con un'accuratezza superiore all'85%. Questo biomarcatore consente di stratificare precocemente i pazienti a rischio, permettendo un'intensificazione tempestiva del trattamento medico o, nei casi più severi, una valutazione chirurgica anticipata.
Verso un protocollo di monitoraggio standardizzato
Sulla base di questi risultati, il team di ricerca NEST sta lavorando alla definizione di un protocollo di monitoraggio OCT standardizzato da proporre ai centri di neuro-oftalmologia italiani, in collaborazione con i reparti di neurochirurgia partner. L'obiettivo è ridurre il ricorso a procedure invasive di monitoraggio della pressione intracranica, sostituendole progressivamente con un follow-up strutturale non invasivo, ripetibile e accessibile anche nei centri periferici.
Lo studio conferma il ruolo di NEST come punto di riferimento nazionale per la ricerca traslazionale in neuro-oftalmologia, con un impatto diretto sulla pratica clinica quotidiana e sulla qualità di vita dei pazienti affetti da ipertensione intracranica idiopatica.





